FOCUS TMW - Le 20 proprietà di A: caos Palermo

di Redazione Palermo24Net
Fonte: Andrea Losapio - TuttoMercatoWeb
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Oggi il Milan dovrebbe cambiare di mano. Il condizionale è quanto mai d'obbligo perché è sì iniziata la riunione presso lo studio legale Gop, ma i soldi ancora non ci sono. E nella storia del calcio italiano - e dello stesso closing - non sarebbe la prima volta che i quattrini svaniscono. Probabilmente non è questo il caso, considerato anche l'arrivo di Li Yonghong nella giornata di ieri e delle presenze di Fassone e Mirabelli nell'eventuale nuova dirigenza rossonera. La natura delle società italiane però è abbastanza differente fra le grandi e le piccole.

ATALANTA - PERCASSI -
L'Atalanta è una società soggetta alla direzione e al coordinamento di Odissea Srl (holding di Percassi che contiene anche Kiko, Womo, Orio Center e Madina) ma è controllata al 79,32% da La Dea SRL. Di fatto si tratta di un'azienda di famiglia, considerato che il figlio Luca ha un ruolo di rilievo anche in ambito decisionale, essendo l'amministratore delegato. Dopo qualche anno di difficoltà economica i bilanci sono in sostanziale pareggio, ma con outlook positivo.

BOLOGNA - SAPUTO -
Joey Saputo è diventato presidente rilevando le quote da Joe Tacopina. La società è controllata dalla BFC 1909 Lux Spv Sa, società anonima con sede in Lussemburgo, controllata a sua volta dalla BFC 1909 Usa Spv Llc. In due anni ha dovuto ripianare perdite importanti perché, almeno in provincia, il calcio italiano non è così redditizio. Anche per questo Dzemaili andrà via con qualche partita di anticipo: il bilancio non sorride.

CAGLIARI - GIULINI 
È diventato presidente nel giugno del 2014, rilevando di fatto la società dalle mani di Massimo Cellino. È una controllata del gruppo Fluorsid, azienda che lavora nell'industria mineraria e fondata dal padre di Tommaso Giulini, il conte Carlo Enrico. Il Cagliari è stato il primo investimento fuori dal ramo chimico.

CHIEVO - CAMPEDELLI 
Il presidente è uno degli azionisti dell'azienda dolciaria Paluani, oltre ad alcuni alberghi nella città di Verona. Ed è proprio la società a controllare il Chievo, con zia e madre di Campedelli inserite che hanno la maggioranza. Oltre a Giovanna Veronesi, signora di Nogara (VR), che possiede il 16% delle azioni del club.

CROTONE - VRENNA 
La situazione non è delle più semplici. Raffaele Vrenna ha deciso di presentare le proprie dimissioni, al suo posto potrebbe arrivare il presidente, Gianni. Ci sarà la separazione di alcuni asset societari, per stessa ammissione, e il 100% andrà al nuovo proprietario.

EMPOLI - CORSI
Quella toscana è una società con capitale composto da 200 mila azioni dal valore nominale di 5,20 euro. Fabrizio Corsi, ancora al vertice della società, possiede circa il 49% delle azioni, mentre altri soci più o meno importanti si aggirano intorno al 7,5% (due immobiliari, Calcinaia e Ciari). Dopo due anni di sostanziali pareggio in bilancio, sarà necessario rimanere in Serie A per evitare problemi fiscali, ma l'addio di Saponara ha comunque messo una pezza a questa eventualità.

FIORENTINA - DELLA VALLE
La Fiorentina è controllata al 97% dalla Diego Della Valle & C Srl, società che è controllata dai fratelli Diego e Andrea e ha, sotto il proprio cappello, il gruppo Tod's. Poi c'è un 1% controllato da Andrea Della Valle e un altro 2% da Firenze Viola Srl, con 150 mila azioni. Il totale è di 7 milioni e 500 mila titoli.

GENOA - PREZIOSI 
L'azionista di maggioranza è Fingiochi, holding di Preziosi, ma c'è anche un 25% che appartiene a Fondazione Genoa. I problemi derivano anche dai soci cinesi che il presidente deve liquidare, visto che detengono il 49% di Giochi Preziosi. I problemi, a cascata, ricadono sul Genoa che, nonostante le ottime plusvalenze e le cessioni, naviga sempre in acque complicate. Ora Preziosi vuole dare mandato per un acquirente.

INTER - THOHIR
Il 69,95% dell'Inter è già in mano a Suning, ma Thohir rimane presidente nonché azionista di minoranza. Ha il 31,05% delle azioni in mano attraverso la International Sports Capital, società che ha dato in pegno (in cambio di 80 milioni di euro).

JUVENTUS - AGNELLI
Andrea Agnelli è uno degli azionisti di Exor, ma non è l'unico. La Juventus è controllata, appunto, dalla società di proprietà dei discendenti della famiglia, ma è John Elkann la figura chiave con la sua Dicembre s.s. La partecipazione è al 63,77%, poi c'è un fondo inglese - il Lindsell-Train - che detiene il 10% delle quote, il 26% restante è sul mercato. Di fatto è il classico esempio di come, nonostante ci siano figure forti dietro (e una famiglia vera e propria), il calcio si giocherà sempre di più sulla frammentazione e sulla partecipazione, con fondi di investimento sempre più importanti.

LAZIO - LOTITO
La Lazio si è quotata in borsa nel lontanissimo 2007 - dieci anni fa, quando il calcio italiano era ancora sulla breccia - e ha il 34% delle sue quote flottanti. Il resto però è diviso da Lazio Events Srl, società che fa capo a Claudio Lotito. Insomma, un buon discendente di Cragnotti, profeta del calcio business. Anche qui al di sopra dei giudizi di merito dopo il crack della Cirio.

MILAN - BERLUSCONI
Ed eccoci al dunque: perché il Milan in realtà sarebbe di proprietà della Fininvest, controllato al 99,93%. I piccoli azionisti detengono una percentuale irrisoria, lo 0,07% in 111. Insomma, Silvio Berlusconi è il principale attore da tre decenni a questa parte, il prossimo presidente dovrebbe essere Li Yonghong. Ma il condizionale, come detto prima, è d'obbligo.

NAPOLI - DE LAURENTIIS
La controllante è la FilmAuro, la società cinematografica di Aurelio De Laurentiis. Il padre padrone che, dal calcio, riesce anche a ricavare: il Napoli rappresenta l'85% del volume d'affari del presidente, ma nell'ultimo bilancio è stato il cinema a bilanciare il saldo negativo del bilancio azzurro: 3,2 milioni di euro di negativo, 4 quello di utile per l'altra attività di De Laurentiis. Lo Scudetto del bilancio andrebbe alla FilmAuro, quest'anno.

PALERMO - ZAMPARINI? BACCAGLINI?
La situazione è quantomeno ingarbugliata. Il presidente sarebbe Paul Baccaglini, vista la conferenza stampa e le varie sparate tra giornali e altro. La squadra intanto va peggio che mai, ma questo pare non interessare granché. Certo, Bortoluzzi che non ha mai parlato con Baccaglini (boh), Salerno che se ne va dicendo che il cambio di presidente non c'è stato (mah), lasciano parecchi interrogativi sul tavolo. Baccaglini vuole prendere il 100% del Palermo da Zamparini.

PESCARA - SEBASTIANI 
Il presidente ha il 70% delle quote con la sua Delfino Pescara 1936 srl, mentre la Cimmav Srl di Iannascoli detiene il 26%. Dopo l'incendio delle due auto - in seguito alla sconfitta casalinga per 2-6 contro la Lazio - Sebastiani aveva deciso di cedere il proprio segmento di azioni, salvo poi avere un'offerta irricevibile da Iannascoli, ex amministratore delegato della società biancazzurra.

ROMA - PALLOTTA
Non è proprio semplicissima la composizione della Roma- La Neep Roma Holding SPA possiede circa l'80% delle azioni della As Roma Spa ed è a sua volta controllata al 91% da AS Roma Spv Llc (e al 9% da Raptor Holdco LLC, di proprietà di Pallotta). La stessa AS Roma Spv Llc ha quasi il 3% di As Roma Spa. La Neep era controllata al 60% dalla cordata americana e al 40% da Unicredit, salvo poi andare in liquidazione nel bilancio 2015. Insomma, una proprietà arzigogolata... Pallotta potrebbe vendere se non dovesse andare in porto il progetto stadio. Ma non è certo così semplice.

SAMPDORIA - FERRERO
La Sampdoria è di proprietà della Sport Spettacolo Holding che a sua volta è controllata dalla Holding Max, facente capo alla figlia Vanessa (e al 20% al figlio Giorgio). Insomma, in via non del tutto teorica il proprietario della Samp non sarebbe Massimo Ferrero. Tempo addietro è stata la famiglia Garrone a finanziare (e garantire) l'esercizio della società blucerchiata. Inoltre Ferrero sarebbe, condizionale d'obbligo, decaduto dalla carica di presidente. Il ricorso è stato consegnato due giorni fa.

SASSUOLO - ROSSI
Il 100% del Sassuolo è di proprietà di Mapei, il proprietario è Giorgio Squinzi mentre il presidente è Carlo Rossi, uomo di fiducia proprio dell'imprenditore bergamasco. La Mapei peraltro è autrice di una maxi sponsorizzazione annuale che ai sensi del fair play finanziario è ai limiti. Basti pensare ai casi Paris Saint Germain e Manchester City, sebbene di dimensioni decisamente più grandi.

TORINO - CAIRO
Il club è in mano a due società: il 97,5% è della UT Communications Spa, che ha 861 mila azioni, mentre il 2,5% è detenuto da MP Service (a sua volta controllata da UT Communications Spa). Cairo dal 2005 al 2015 non ha chiesto nulla alle banche - zero esposizione - e la sua gestione è improntata, di fatto, a un autofinanziamento.

UDINESE - POZZO
Il 99,43% è di proprietà della Gesapar S.A., una società con sede in Lussemburgo con patrimonio netto di circa 15 milioni di euro e capitale sociale di poco più di 9. È controllata dalla società Kalmuna che, a sua volta, è controllata da Clmg. Il (trascurabile) resto dovrebbe dividersi fra Giampaolo e Gino Pozzo. Diversa la situazione del Watford, controllata direttamente dalla famiglia Pozzo.


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