Il punto di Biasin: "Zamparini l'esoneratore anonimo..."

di Redazione Palermo24Net
Fonte: Fabrizio Biasin - TuttoMercatoWeb
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"Ciao, mi chiamo Maurizio, ho 75 anni e non esonero da 6 mesi".

"Fate un bell'applauso a Maurizio".

E giù applausi.

Ci piace iniziare così, con un pensiero all' "esoneratore anonimo" Maurizio Zamparini, in crisi d'astinenza e comunque capace di tenere duro col buon De Zerbi: bravo Maurizio, siamo con te.

Era nostra intenzione parlarvi di referendum e, soprattutto, di Barbara D'Urso che intervista tutti: Renzi, Berlusconi, Bettarini e altri potenti, ma tanto non gliene frega niente a nessuno e comunque c'è poco tempo causa "posticipone delle 21 del lunedì".

Amici della minchiata, che vi devo dire, ci rifaremo.

Nemici della minchiata, che vi devo dire, vi è andata di lusso.

 

<b>QUI INTER</b>
Signori e signore, l'Inter è una squadra disarmante: difficile da capire e giudicare. Contro la Fiorentina si è visto tutto e il suo contrario: una partita chiusa dopo mezz'ora e riaperta con gli avversari ridotti in dieci uomini; una squadra che fatica tremendamente sia dal punto di vista fisico che psicologico e che però dispone di qualità sufficiente per restare aggrappata alla speranza "terzo posto", distante 8 punti. Pioli ci sta provando, ma non sarà semplice per lui, costantemente bombardato da chi pensa solo a Simeone e, colpevolmente, se ne frega di quel che accade.

Accade che Zhang ha già dato i suoi input: a gennaio l'Inter venderà e acquisterà ancora. Il tentativo è quello di trovare finalmente la quadratura giusta in una squadra che ha ancora molti limiti strutturali. Per questo ad Ausilio verrà chiesto di liberare almeno quattro caselle nell'ottica di un gruppo che senza Europa League è decisamente troppo abbondante.

Il resto è nei piedi di una difesa spesso troppo distratta, di un centrocampo che fatica a reggere i 90 minuti e di un ragazzo, Icardi, che - piaccia o non piaccia - e l'appiglio concreto per continuare a sperare in una stagione all'altezza.

 
<b>QUI MILAN</b>
Si parla in continuazione della questione "cessione-Milan". Proprio sette giorni fa reclamavo il "diritto al passo indietro", ovvero la volontà di non scrivere più una mazza in attesa del famoso 13 dicembre, perché tanto ognuno c'ha la sua bella verità in tasca e buonanotte ai suonatori.

Ieri però ho ricevuto una telefonata assai significativa, arrivata dalla "parte cinese" del cucuzzaro. Mi limito a riportare le cose per come mi sono state raccontate, premettendo che la fonte è sì "di parte" ma anche "certificata".

Questo il succo (per punti) della chiacchierata.

1) La cordata ha raccolto tutti i 420 milioni necessari per completare l'acquisto del Milan.

2) Il ritardo è causato da «problemi burocratici» legati al passaggio di ingenti quantità di denaro sull'asse Cina-Italia.

3) Fassone attenderà questo fine settimana per capire se si potrà rispettare la data del 13 dicembre, da tempo fissata per il closing. In caso contrario chiederà alla Sino Europe di svelare i nomi degli investitori e di «mostrare» il denaro per convincere Fininvest a concedere una proroga senza troppi intoppi (temporali o legati a nuovi vincoli).

4) La concessione della proroga permetterà a Fininvest di incassare ulteriori 80 milioni oltre ai 100 già versati per il preliminare.

5) Due degli investitori ancora «sconosciuti» (il totale non supererà le cinque unità) si sono incontrati con Fassone durante il suo recente tour in Cina. Gli stessi parteciperebbero con cifre tra i 100 e i 200 milioni cadauno.

6) In caso di closing ci sono quattro ipotesi di mercato da sottoporre a Montella, con molti soldi da investire già a gennaio, «anche oltre il necessario». Fabregas è uno dei giocatori che potrebbero arrivare senza grossi problemi e col benestare di Conte.

7) In maniera informale, Fassone e Mirabelli hanno chiesto ai club con i quali stanno ragionando su eventuali "passaggi di giocatori" di pazientare fino al 14 dicembre.

8) Fassone e tutti i coinvolti dalla Sino Europe percepiscono regolarmente il loro stipendio. Visto quello che si legge in giro, non è un dettaglio.

9) In qualunque data si formalizzerà, il closing comporterà il passaggio di consegne tra Galliani e Fassone. Una gestione «comune» non è ipotizzabile a nessun livello nonostante i due attualmente si sentano con buona regolarità secondo gli accordi presi alla firma del preliminare.

Fine della telefonata.

Il resto è legato alle recenti uscite di Berlusconi e al fatto che davvero questa volta non è responsabile di "quel che accadrà". Il solo appunto che si può muovere al patron è legato alla serenità con cui esprime il concetto "se non chiudiamo, faccio un Milan italiano". Se devo vendere casa cerco un acquirente solido, se questo acquirente all'ultimo si tira indietro mi incazzo come una iena. E voi direte: "Ci sono cento milioni di buoni motivi per cui Silvio sarebbe contento di tenerselo". Avete ragione, gli stessi cento milioni (più gli altri 80 in caso di proroga) sono la garanzia di Fassone, Mirabelli e di tutti i "coinvolti": chi butterebbe tanto denaro al vento per poi dire "pazienza, non ce l'abbiamo fatta, tenetevi pure il malloppo"? Già, chi?

 
<b>QUI JUVE</b>
Scusate se torno sul punto, non ho parentele con Allegri che, anzi, in passato ho massacrato ben oltre la logica, ma qui si sta esagerando. La sconfitta con il Genoa è stata brutta e certamente causata da qualche scelta "un po' così" del tecnico, ma certe "letture" degli addetti e non addetti ai lavori fanno venire i brividi. "Allegri incapace, Allegri miracolato, Allegri responsabile degli infortuni, Allegri colpevole". Ma colpevole di cosa? Di un primo posto in campionato? Di un passaggio agli ottavi di Champions con un turno di anticipo? Di essere l'unico tecnico primo in campionato e già qualificato in Coppa? Dicono i detrattori: "Gioca male, non ha lo spogliatoio tra le mani". Scusate, ma uno che l'anno scorso affogava nella melma della mezza classifica pensate possa avere problemi a gestire un primo posto con "soli" 4 punti di vantaggio sulla seconda?

Il match di Genova ha mostrato i limiti di una rosa stanca, martoriata dagli infortuni, costruita bene ma non benissimo (se per due anni salta un centrocampista all'ultimo giorno, qualche responsabilità della società ci sarà), soprattutto messa in difficoltà dalle prestazioni di qualche giocatore decisamente sottotono, eppure il responsabile di tutto sembra il tecnico destinato non solo a vincere, ma a stravincere tutte le partite. Viceversa passerà per "miracolato", come se qualcuno (anche tra gli stessi tifosi juventini) avesse una voglia matta di vederlo fallire per poter dire "l'avevo detto tre anni fa". Solo che nel frattempo il toscano ha vinto un paio di scudetti e ha giocato una finale di Champions, se non basta per meritarsi non gli applausi, ma quantomeno un po' di rispetto significa che siamo diventati tutti matti.

 

<b>QUI ROMA</b>
Perdonate se rubo due righe non per parlare della Roma (la squadra funziona, ha ancora qualche problema di attenzione, ma c'è eccome) ma solo per auto denunciarmi. Era luglio scorso, il Corriere dello Sport propone un fotomontaggio con Dzeko vestito di nerazzurro, il sottoscritto da buon minchione scrive: "Menomale che è un fotomontaggio!" e altre cazzate. Beh, tocca chiedere scusa al giocatore, alla Roma tutta e, soprattutto, al suo allenatore, davvero bravo a credere in quello che attualmente è l'attaccante più completo dell'intera serie A per capacità di segnare e aiutare la squadra. E vaffanculo a quelli come me che, invece, a volte non vedono oltre il loro naso.

 

Saluti e baci. Sono le 23.55. È talmente tardi che mi tocca troncare così, senza neppure parlarvi del maledetto black Friday che pure ha tirato fuori il peggio di tutti noi. A Dio piacendo, ci rifacciamo settimana prossima.

 

(Twitter: @FBiasin @ilsensodelgol Mail: ilsensodelgol@gmail.com)


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