BUENA SUERTE MUDO

di Marco Sgroi
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Ci siamo ormai abituati a vedere gente arrivare, fare faville e poi andare via. I tifosi palermitani ormai lo sanno bene, conoscono il copione a memoria. Sirigu, Barzagli, Toni, Cavani, Grosso, Pastore, Dybala. Dimenticherò forse qualcuno, ma la lista è talmente lunga che mi perdonerete una piccola dimenticanza. Semi sconosciuti che arrivano ma che poi esplodono, incantano, riescono ad avere l'affetto di tutti e poi, per esigenze economiche o per voglia di diventare grandi, decidono di cambiare aria e lasciare tutto. Palermo come trampolino di lancio, come palcoscenico di passaggio per poi appordare nei grandi teatri. Mai come punto d'arrivo, lo strano ( e triste) caso della piazza rosanero. L'ultimo della lista è Franco Vazquez. Già con la maglia d'allenamento del Siviglia, agli ordini di Sampaoli. Inizialmente fa sempre un po' effetto, soprattutto dopo tre anni a vederlo sempre con quella casacca rosanero. Il caso dell'argentino, poi italiano, è abbastanza strano. Arrivato come promessa, i primi tempi ha steccato tanto che la dirigenza ha deciso di mandarlo in giro a giocare. Poi il ritorno alla casa madre nell'anno della Serie B. Finisce quasi fuori rosa, Iachini lo ripesca e lo getta nella mischia. Fortuna, lungimiranza, non si sa. Ma da quel momento Vazquez uscì dall'anonimato, in silenzio, come il soprannome Mudo comanda, ma facendo parlare quel suo sinistro sublime. La tecnica è di altri tempi, da argentino puro, cosa che avevamo visto anche con Pastore. Ma quello che colpisce di Vazquez è l'eleganza e la semplicità con il quale fa tutto. Lezioso, bello da vedere, tunnel a tutta birra e il prezzo del biglietto è già stato ripagato. Con Dybala ha formato una delle coppie più formidabili che abbiano vestito la maglia palermitana. E poi invece quest'anno si è ritrovato un po' orfano con il suo compagno di giochi che è volato alla Juventus. Con quella faccia da ragazzo per bene si è caricato tutto il Palermo sulle spalle, poi ha avuto bisogno di una mano, ma per la maggior parte della stagione lui è stato il faro, l'ancora di salvezza. Quando non illuminava veniva criticato, il crudele destino del più forte. Una stagione di consolidamento ed ulteriore crescita e la voglia, normale, di cambiare aria e tentare un'avventura più stimolante e, in prospettiva, vincente. Vazquez ha scelto il Siviglia, forse avrebbe accettato qualsiasi cosa, ma la voglia di andare era tanta. Non possiamo dargliene una colpa, al Palermo ha dato tanto e forse non poteva dare di più. 
Da oggi quel numero 20 avrà un nuovo padrone. Il Barbera si illuminerà, ma non grazie alle sue giocate. Vedremo tunnel, ma non come quelli suoi. Sì, perchè le sue giocate erano speciali, fuori dal comune. Ti faceva urlare 'ooooh', ti facevano rimanere di stucco e poi ti scappava l'applauso. A volte il suo specchiarsi faceva adirare, però poi ti passava tutto. Ed ora lo rimpiangeremo, sicuro. Uno come lui non lo trovi facilmente.
Non ci resta che dirti grazie Vazquez, difficilmente ci si dimenticherà di te. La tua eleganza e classe rimarrano nella storia del club.
Buena suerte Mudo.


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