Alla scoperta del nuovo Palermo: l'incubo Struna-Jajalo e la strana coppia Trajkovski-Nestorovski

di Mauro Maddio
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È andato in scena questa settimana una prima "bozza", se così vogliamo chiamarla, del nuovo Palermo che verrà. 3-4-3 con Posavec in porta, Struna-Vitiello-Andelkovic in difesa, Jajalo-Chochev e il giovane Toscano a centrocampo con i laterali Quaison e Rispoli. Fino a qui niente grandi sorprese, fino ad arrivare all'inedito attacco che sarà composto da ben due volti sconosciuti: i due macedoni Trajkovski-Nestorovski e il guineense Embalo. È una squadra completamente rinnovata, che ha perso quasi tutti i protagonisti della salvezza ed adesso è costretta a perdere altri due titolari dello scorso anno come Gonzalez e Lazaar. Anche se dal ritiro arrivano notizie confortanti sulla forma dei giocatori, molti sono i dubbi che nutrono i tifosi rosanero riguardo la qualità della rosa, senza più alcun elemento d'esperienza se non chi ancora fa fatica a competere in un campionato difficile come la A. Se l'anno scorso Ballardini ha fatto un vero e proprio miracolo nel rush finale, quest'anno il discorso è molto diverso. Non ci sono più Carpi e Frosinone che nonostante la tenacia mostrata ad ogni partita, non avevano una rosa adatta per sostenere la massima serie, stavolta abbiamo Cagliari e Pescara con progetti solidi alle spalle, le cui rose possono far solo invidia al club di Viale del Fante. Se Ballardini affermava "non allenerò un Palermo qualunque" e Foschi "se pensiamo di fare peggio dell'anno scorso prendo le valigie e me ne vado", possono già iniziare ad andare via, perchè non ci si può assolutamente aspettare una salvezza tranquilla da chi in A deve ancora mettere piede come Posavec e Balogh, le nuove grandi intuizioni di Zamparini. L'anno scorso la pezza ce l'ha messa chi ha vinto una Coppa del Mondo e siamo stati molto fortunati. E non può riuscire nemmeno l'obiettivo del fare gruppo e di essere squadra, come è accaduto con il Leicester o con l'Italia, se nel gruppo c'è una parte in cui si trova meglio con una categoria di giocatori rispetto ad un'altra per una semplice questione di lingua. Le troppe differenze di nazionalità non aiutano in questo ed è forse il caso che la dirigenza rosanero ritorni un attimo su i suoi passi e cambiare strategie. Non si possono prendere altri giovani da far integrare mandando i pochi soldi messi a disposizione sul mercato letteralmente in fumo, se bisogna pescare nuovi giocatori che vengano dal campionato italiano, anche dalla serie cadetta. I palermitani sono ormai stufi e increduli di come si sia passati da Dybala-Vazquez e Gilardino per finire a Trajkovski-Nestorovski, che con tutta la buona volontà, non possono garantire nessuna solidità in attacco. I sacrifici toccheranno anche agli occhi di chi andrà a vedere la partita direttamente allo stadio, e ad essi non rimmarrà nient'altro che una "valle di lacrime".


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